mostra e convegno al pastificio Cerere

Ecco le foto della mostra.

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  1. Si è svolta lo scorso 16 Febbraio la conferenza e presentazione della mostra sui progetti di recupero edilizio al Pastificio Cerere; Ex-fabbrica di via degli Ausoni nello storico quartier di San Lorenzo a Roma.
    La mostra visitabile sino al 2 Marzo 2012 affronta il delicato tema del riutilizzo degli edifici storici aprendo a possibili riflessioni tra recupero e progetto.
    Alla presenza di Dario Marcucci, presidente del terzo municipio, con il quale l’università ha ormai dal 2009 instaurato un rapporto di dialogo nello sviluppo di temi di ricerca sul territorio, vengono proposte dai docenti del corso di Progetto di Recupero dell’Edificio Storico connessioni possibili dall’incontro tra Università, Amministrazioni e Parti sociali.

    Dopo il saluto delle autorità presenti e del Responsabile della Fondazione Cerere, l’intervento del professor Andrea Bordi, titolare del corso e curatore della mostra, apre il convegno ponendo l’attenzione sulla necessità di mettere a confronto le diverse realtà culturali ambientali e sociali che coinvolgono il territorio di San Lorenzo, partendo dalla Storia dei luoghi.

    Massimiliano Coccia, correlatore al corso, interviene cercando di spiegare la difficoltà dei progettisti contemporanei nel gestire la continua evoluzione della società ed i cambiamenti da essa messi in atto. La macro architettura e la pianificazione oggigiorno non possono essere delegate a professionisti con specifiche competenze settoriali ma è necessario aprirsi a soluzioni più collaborative capaci di fornire possibili spunti interdisciplinari di dialogo e collaborazione tra i progettisti dello spazio ed i suoi futuri fruitori.

    Eliana Cangelli, docente di Progettazione Tecnologica e Ambientale racconta l’esperienza di collaborazione tra l’ateneo federato, nelle facoltà di Architettura Ambientale, Lettere, L’Orientale e Scienza della Comunicazione, che da anni sono impegnate attraverso vari progetti con il quartiere ed il terzo municipio. Si tratta di uno spazio urbano fortemente caratterizzato da elementi innovativi sia nell’ambito della mobilità che in quello della soggettività. Il nuovo progetto per la Stazione Tiburtina, assieme al declassamento della Tangenziale, nonché il bacino d’utenza Sapienza sono parti fondanti in tali complesse relazioni.

    Prosegue il dibattito con l’intervento di Paolo Rodorigo che pone l’attenzione sull’importanza di accogliere la possibilità di soluzioni che non risultino ovvie. Il compito dell’architettura non sarà quello di fornire risposte univoche a domande precise ma bensì di tener conto delle istanze e delle influenze che caratterizzano oggi il contemporaneo. Una possibile risposta potrà essere la proposta sul territorio di piccole rielaborazioni architettoniche puntuali messe a sistema in una rete più ampia di connettività.

    Il professor Bordi in chiusura ci regala ancora la sua chiave di lettura del mondo del recupero, tema che non rappresenta più il nuovo all’interno del panorama architettonico, ma che in questi anni si è affermato rubando quasi le scene alla composizione tout court. Il fascino del riutilizzo, del riuso racchiude in se la possibilità di godere delle passate vite e funzioni dell’edificio; ecco perché secondo Andrea Bordi il futuro dell’architettura sarà indissolubilmente legato alla vita degli spazi abitati ed alla loro capacità di rappresentare ciò che essendo stato, ancora è e potrà essere.

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